evento a invito - Sab 19 sett 2009 ore 19



Immagino Istanbul, ricordo e rivedo i ponti che collegano oriente e occidente, due continenti e l'errare di miriadi di volti, storie, sguardi, gesti e culture..

Il giardino stasera sarà il ponte che metterà in contatto le due rive, come il Bosforo, apparterrà alle persone che lo atraverseranno, anche solo per una serata.. chi proveniente da oriente chi da occidente, ognuno con la propria storia e con la voglia di condividerne profumi, voci, parole e suoni. La serata vivrà delle persone che abiteranno questo passaggio, accompagnati dal profumo di un semplce piatto turco, da vecchia musica polverosa scovata da un antiquario di Beyoglu e dalla visione del film La Sposa Turca.


"Ho trascorso la mia vita ad Istanbul, sulla riva europea, nelle case che si affacciavano sull'altra riva, l'Asia. Stare vicino all'acqua, guardando la riva di fronte, l'altro continente, mi ricordava sempre il mio posto nel mondo, ed era un bene. E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rovolgersi alle due rive senza appartenere."

(O.Pamuk, Istanbul, 2003)



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evento a invito - Dom 6 sett 2009 ore 20



"Mangiare da soli ci dà la sensazione di una solitudine particolare, a volte penosa. Invece, nel condividere cibo e bevande, penetriamo nel cuore della nostra condizione socioculturale. Le implicazioni simboliche e materiali di quel'azione sono quasi universali: comprendono il rituale religioso, le strutture e le divisioni dei ruoli fra i sessi, il campo erotico, le complicità e gli scontri politici, le opposizioni giocose o serie nel discorso, i riti del matrimonio o del lutto."
(George Steiner)

La serata In Cibo Memoriae si propone di legare la tradizione del tramandare e del ricordare vissuti a quella tradizione che invece parla di passato in senso culinario. Cibi poveri toscani saranno mezzo per evocare e far riemergere quel passato intimo che col cibo trova rinascita e piacere. La stretta necessità che legava la condizione umana di povertà a quell'esigenza fisiologica di nutrirsi ha fatto sì che si creasse un consolidamento vero delle nostre vicende all'interno della cornice vita. Una serata deputata al gustare anche in senso mnemonico, un'associazione palatale con quello che siamo stati e che vogliamo essere attraverso la scelta del gusto in senso lato.


"Ricordo il periodo dell'asilo come associato emotivamente ad una grande rabbia, l'impossibilità di muovermi in spazi che mi piacevano e tante facce che non corrispondevano lo sguardo di un bambino austero parcheggiato lì a mattinate. La sensazione del brodo di pollo servito dalle suore si associava all'idea di trovare le risorse di sopportazione di quel tempo che sembrava non scorrere e non gioire."

(il Filare)



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