Una giornata come tante

(Egon Schiele)

racconto di Federica Parri

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"I giorni scorrevano uno uguale all’altro, era mattina, l’ennesima mattina, e i rumori della cucina annunciavano che qualcuno sarebbe passato a chiamarlo da li a poco. Si rigirò nel letto, le coperte erano tiepide, ruvide ma accoglienti, un po’ di luce passava dalle tapparelle delle finestre e l’odore del caffè arrivava fin lì. Sentì il compagno di camera che grufolava nel letto e un moto di stizza gli fece fare una smorfia. Alzandosi rabbrividì al contatto con l’aria autunnale fresca e pungente, si mise una maglia per ripararsi dal freddo e senza lavarsi il viso si diresse verso la cucina a prendere il caffè. Mentre camminava nel corridoio sentì le voci delle operatrici in turno, capì subito dal tono che erano Franca e Cecilia, non male, solitamente davano porzioni abbondanti di caffè e non erano tirchie di sigarette. Si preparò a mostrare un sorriso ma le solite domande di tutti i giorni glielo strapparono dalle labbra. Quella monotonia, la ripetizione di gesti e parole ogni giorno uguali non le sopportava più.