Un’antica constatazione della filosofia greca riconosceva nel senso della vista il primo strumento conoscitivo utile per l’essere umano. Nel suo scritto esoterico “Metafisica” Aristotele descrive il primato del vedere (idéin) come superiore a qualsiasi altra attività della mente. Il “vedere” infatti non ci porta solo alla "conoscenza" ma ci arreca anche un senso di “piacere” (edoné) riconosciuto e universalmente riconoscibile, che fonda un senso comune necessario alla buona comunicazione ed alla conoscenza stessa; questo “vedere” orientato alla conoscenza si esprime sotto forma di “immagini nel mondo” che prendono poi, attraverso la comunicazione, la consistenza del linguaggio. L’obiettivo di questo articolo è quello di esplorare con quali modalità psico-fisiche la mente dà origine ad un sistema di simboli mentali figurati, impiegati quotidianamente nella vita pratica: quali sono le loro proprietà naturali? Come li usiamo per conoscere e orientarci nel mondo?
