Guarigione femminile

(affresco nel palazzo di Cnosso, Creta)

Da bambina spesso mi ritrovavo davanti al fuoco di un camino insieme a tutte le donne della mia famiglia, dopo una giornata colma di lavoro, la sera era il momento in cui le donne si raccontavano, la notte era il luogo in cui le donne trovavano lo spazio per condividere e parlare. Tutti dormivano, tutto era avvolto dal silenzio ed io sentivo la curiosità tipica di una bambina di stare in mezzo a loro, e attraverso il suono delle loro voci il mio mondo si animava di immagini, di miti e di storie dove le donne erano protagoniste. In quelle storie raccontate vi era un forte sentimento di fierezza e nobiltà dell’Essere donna, sentimento che crescendo ho trovato raramente nella società, ma in me è rimasto quel piccolo focolare acceso che attraverso il mio lavoro voglio trasmettere. Vi era un tempo in cui le donne avevano un profondo legame con la Terra, l’Acqua, la Luna, le Piante, allora le donne trovavano le risposte, poiché queste le erano fornite dalla vita stessa, dall’esempio delle altre donne e dal rispetto che il mondo maschile aveva per loro. 

Percorso a piedi nella valle e dintorni



2 GIUGNO 2012
dalle 17 merenda in giardino, partenza alle 18

Il Buon Mattino

Ho dormito abbastanza da potermi dedicare a questa contentezza. Il mattino presto mi coccola con il suo silenzio e la sua attesa, faccio un caffè e metto giù un paio di bocconi di schiacciata di Pasqua. Suona la campanella al muro, so ch'è mio fratello, abbiamo deciso di farci una camminata con il Sole nascente alle spalle di modo che una volta giunti sul crinale opposto a questo del fienile possiamo averlo davanti cambiando la nostra direzione lungo via dei Monaci per poi riscendere a valle e risalire verso il borgo di Soiana.


Stupendoci un poco il Sole esita un pò fra nubi sornione mattutine, sembrerebbe quasi voler piovere, tuttavia continuiamo il nostro cammino costeggiando una riserva naturale a valle.. Un cinghiale al di là del recinto, grande il suo collo che una volta scortoci porta via da noi tutto il corpo sparendoci giù da una discesa. E altri due o tre, piccoli, se ne vanno a gambe levate senza troppo rumoreggiare in quello che resta un silenzio mattutino vivo e steso su tutto questo territorio. Un frusciare veloce, spariscono e torna l'aria dell'attesa mattutina. Saliamo una grande vigna, qua i vini sono fantastici e finalmente raggiungiamo via dei Monaci. Si dice che un tempo quel bel casale sul crinale era un convento camaldolese, anche da qui era passato il cuore scalpitante di San Romualdo.

Lungo questa strada ci sono giardini e angoli di assoluta bellezza, noi camminiamo oramai con le scarpe e i pantaloni zuppi della guazza della notte, c'era un tratto con l'erba più alta prima della grande vigna. Il Sole continua a far soltanto capolino ogni tanto tra queste masse scure che sembran render questo mattino un pò di noi non curante. Si insinua un qualche nuovo languorino, magari risalendo da sotto il borgo potremo velocemente raggiungere il bar per la nostra colazione ad acidi lattici dispiegati. Via dei Monaci ci suggerisce a un certo punto la nuova discesa a valle da una strada battuta e molto buona, si sta praticamente per iniziare l'altra metà di quella che può essere una traiettoria circolare che ci riporterà poi al giardino.


Anche da qui il panorama è bello, non è molto che scoprendo questo punto ho iniziato ad apprezzare realmente la bellezza del campanile, i paesani ne vanno fieri e figuriamoci il parroco. Il tragitto ci spinge giù da una chiudenda di ulivi fino a un bosco ben pulito e ordinato di querce e tutto questo facendoci apprezzare la fantastica moltitudine di contesti che possono susseguirsi tra queste due colline in un raggio di pochi km. Ci sono attimi in cui vorrei essere un biologo, in cui vorrei poter guardare a certe forme e a certi colori con quella conoscenza che contribuirebbe a rendermi una qualche familiarità maggiore per questo verde e le sue creature. Vado di pancia, senza conoscenza, e c'innamoriamo comunque ed inevitabilmente di tutto questo anche da profani, in ogni caso ci appartiene, da sempre, una qualche sapienza è qui dentro di noi e scalpita di fronte alla bellezza, mi fa pensare che si tratta di quell'impostazione buona alla Vita, quella che spesso ci sfugge.

"Và dove il canto non si spegne mai, dove il mondo non è che un'unica nota elementare tenuta all'infinito, un'unica corda di luce che vibra eternamente in tutto, dappertutto." (da "Le trés bas" di C.Bobin)

Eccoci sotto il paese, costeggiando un'altra chiudenda più ampia e più stesa alla luce camminiamo un tratto sotto il crinale del borgo fino poi risalendo a raggiungere la strada che a esso ci presenta. Un signore molto simpatico ci ha rassicurato che a quest'ora il bar è aperto, lasciamo il verde alle spalle e incontriamo le mura e le case del paesino che sembran sorriderci e darci il buongiorno. Un buon pezzo dolce, a nostro avviso più buono di altri in bar più rinomati giù nei "paesoni" vicini, un caffè e uno sguardo al giornale sportivo, quale miglior avviamento al sabato che questo per noi comuni mortali?

RadioGDS #Les yeux fermés

RadioGDS trasmette qualcosa di sospeso e leggero, a tratti un sussurro più ritmico, un aspirare al dimenticarsi come per liberarsi, sciogliersi, prestare quella semplice attenzione alle cose che scorrono con noi. La contemplazione di "Les yeux fermés" propone di chiudere gli occhi e prendersi il tempo per stare senza vedere, se non altro quel vedere intossicato e automatico, ognuno può sapere quale lo riguarda. Si inizia con alcune parole da un testo celebre recitate da Luciano Roman, come per appropriarsi della verità con la quale si accerta che la memoria è molto più dell'insieme dei ricordi..